VIVO!!! – STEFANO LABBIA

Il germe della speranza è frutto della sofferenza…

E’ con queste parole che Stefano Labbia, autore, poeta e sceneggiatore romano che vive tra Londra e la capitale, apre la sua terza silloge poetica.

Una raccolta ricca di figure retoriche ma, al contempo, lineare, pulita e semplice. Labbia ci trascina in un vortice emotivo tipico di chi, come il poeta stesso, è in continua metamorfosi: “divenne acqua da pioggia, sereno da nuvolo, sesso da amore…”

Il linguaggio delle poesie, risuona di echi antichi e misteriosi che conducono il lettore in un viaggio denso di sentimenti ed emozioni…

Il tempo perso non colma la terribile mancanza e sfata il mito secondo cui esiste il segreto di vivere; rafforzando il divenire, smorzando le speranze deluse, ma fino a quando? Fino a quando la scrittrice senza colpe, ispirata e con la gioventù nel cuore, non riuscirà a fare di ieri, oggi, domani ciò che eravamo tu & io. Ora che non sei più tu, nutro confusi bisogni mi tiro fuori dalle macerie perché t’amo, che follia… e quando si ama, la libertà non esiste. Ora parlami di te perchè oggi è domani. Domani è ieri e sempre più vicina è la morte. Sempre più vicino sei tu, e mostri il volto del peccato e affini il tuo oscuro sentire…

Un gioco di parole che non potevo fare a meno di creare con i titoli delle poesie di “vivo!!!” a me più care, per rendere omaggio a Stefano e alle emozioni che ha suscitato in me la lettura del suo libro.

Versi feroci e variegati di candore; il candore col quale il poeta urbano speranzoso  continua a guardare al futuro, sempre incerto e misterioso:

“il segreto di vivere è che segreto non c’è…”

“ma pace d’anima e serenità nel cuore…”

Ed è proprio in quest’ultimo verso che, per me, Labbia ci consegna il frutto delle sue emozioni ed esperienze: vivere in pace con se stessi, in armonia con chi siamo davvero, perché, se è verità su carta che per vivere segreto non c’è, è altrettanta verità che pace d’anima e serenità nel cuore sono il segreto per viver felici.

E allora chiedo a Stefano, perché scrivi poesie?

La poesia è un mezzo di espressione unico al mondo. È in grado di concentrare in pochi versi emozioni e sensazioni. A volte dentro di sé ospita vite intere.
Sono dei mini racconti. Dei mini romanzi.
Dei dipinti dell’anima.
Ho sempre avuto l’esigenza di narrare quello che vedo, quello che sento. La poesia è stato il mio primo amore in tal senso, proprio perché completa sotto questo punto di vista.
Al contrario di quello che dicono tutti, io credo che la poesia possa essere compresa e capita da chiunque, se sincera, vera e non artificiosa.
Niente al mondo potrà mai regalarti le emozioni complesse e, al tempo stesso, semplici di una poesia.

Poi, chiedo alla casa editrice “Tempra edizioni” cosa li abbia spinti a pubblicare le poesie di Stefano:

Tempra Edizioni predilige il genere letterario poesia, nonostante sia considerato di nicchia o poco spendibile sul mercato, perché dalla sensibilità ed emotività dei poeti si può ridare o ritrovare quel senso d`umanità, ormai perduto, a questo mondo.
L`idea di dare vita ad una collana denominata “Poeti Urbani” è nata per dare voce alla poesia – che non è morta ma mutata in prosa – e ai poeti che vivono ai margini di questa società.
La scelta del primo volume della collana, “VIVO!!!” di Stefano non è stata semplice, ma frutto di una accurata valutazione, contestata se vogliamo, considerando la validità degli altri titoli pervenuti in redazione.
Indubbiamente il motivo che ci ha spinto ad effettuare la proposta editoriale a Stefano Labbia, oltre alla tecnica utilizzata per comporre le liriche, è nelle sensazioni che ci ha suscitato alla lettura dell`opera. Sono stati toccati argomenti universali, la poesia infatti è questo, che in un modo o nell’altro conosciamo perché la vita ce li presenta.

 

 

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