Torino – 32° salone internazionale del libro.

Il gioco del mondo.

Si è tenuta dal 9 al 13 maggio, la 32° edizione del salone internazionale del libro, evento che non necessita di presentazioni né approfondimenti.

Il gioco del mondo è il tema che il salone si è proposto di adottare, partendo dal principio che i Paesi abbiano confini mentre le lingue no, lo spagnolo è stato ospite del salone in quanto lingua più parlata al mondo.

Strutturato su tre padiglioni più uno centrale, l’oval, il salone aveva tutte le buone intenzioni di dare ampio spazio al mondo dell’editoria, della lettura, della libertà di pensiero e di stampa anche se, quando sono arrivata io, domenica, la casa editrice Altaforte era stata già sbattuta fuori dal salone. Ma di questo ho già ampiamente parlato un articolo giornalistico, motivo per cui, adesso, voglio concentrarmi sul salone.

Nell’oval erano presenti tutte le più grandi realtà editoriali, quelle che tutti conosciamo benissimo e che fanno ormai da motore dell’editoria perchè affermate sul panorama nazionale ed internazionale.

Le realtà leggermente più piccole, invece, son quelle che mi hanno incuriosito di più; tra queste campeggia “Valentina edizioni” per quanto riguarda la sezione dedicata alla letteratura per l’infanzia. Oltre alla natura riflessiva dei racconti, ho trovato simpatiche e decisamente di buon gusto artistico le illustrazioni che accompagnano i testi.

 

                   

 

 

 

 

 

 

Proseguendo per il mio giro senza e meta e senza programma ma solo a sentimento, mi sono imbattuta in #herstory: 200 libri per ragazzi dedicati alle donne.

All’interno dello stand c’era tutto ciò che ha a che fare con la letteratura al femminile (tema a me molto caro) e con le grandi donne che hanno cambiato il mondo. Insomma, uno spazio in cui mi sono immersa e da cui, volentieri, avrei evitato di far ritorno.

La mostra, a cura di Grazia Gotti, Silvana Sola, Giannino Stoppani, e dell’accademia Drosselmeier si è prefissa il compito di raccontare donne del passato e del presente, reali o immaginarie, bambine e ragazze, partendo dai titoli  dei libri in mostra.

 

 

                                            

 

 

 

 

 

 

 

 

Andando avanti, mi sono imbattuta nel caffè letterario dell’Oval ed ho partecipato alla presentazione del libro di Annalena Benini “i racconti delle donne”. Inutile dire quanto sia stata interessante e ben strutturata la presentazione. I temi, a me molto cari, mi hanno fornito non pochi spunti di riflessione; uno fra tutti, la legittimità con cui dobbiamo imparare a concederci le debolezze, i difetti, gli errori e le storture della vita. Poi ho acquistato il libro e, terminate le due letture che ho in coda per le recensioni, mi ci immergerò e, credo, sarà proprio da questo libro che partirà il progetto #temiladonnachelegge, motivo per cui, ho chiesto ad Annalena di indirizzare l’autografo alle future lettrici.

 

 

Altra realtà editoriale che ho trovato interessante e che avevo notato già a ‘più libri più liberi’ a Roma, è ‘Luni editrice’.

Fondata nel 1992, a Milano, da Matteo Luteriani, ha come vocazione allo studio delle civiltà orientali (con le collane Grandi Pensatori, Sol Levante, Le Vie dell’Armonia, Scuola della Respirazione) e della letteratura romanza, epica e cavalleresca (Biblioteca Medievale, Biblioteca Medievale Saggi); marginalmente, ha pubblicato saggi di attualità politica, filosofia e pedagogia (Biblioteca di Storia Contemporanea, Attraverso lo specchio, Fuori collana) e riviste periodiche sui medesimi argomenti («Nuova Storia Contemporanea» diretta da Francesco Perfetti, poi ceduta all’editore Le Lettere, «Arti d’Oriente» diretta inizialmente da Cesare Barioli e in seguito per tutta la sua durata diretta dallo stesso Matteo Luteriani). 

Ho avuto modo di conoscere di persona l’editore e ne sono rimasta affascinata per la semplicità con cui riesce ad affrontare tematiche delicate ed impegnative. Una mente sui generis, decisamente.

 

Lasciato l’Oval ho continuato il mio giro, sempre a sentimento, ed ho conosciuto, finalmente di persona, gli amici di Homo Scrivens. Homo Scrivens è la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.
Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico.
Sono scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e il cuore per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento.

 

Gli amici di Homo Scrivens, non sono semplici editori e scrittori ma attenti ed accaniti lettori, come tutti dovrebbero essere. Chiacchierando con Paquito, l’addetto all’ufficio stampa della casa editrice, mi sono persa in un interessante confronto su letture, editoria, scrittura, progetti e sogni da realizzare. Un momento decisamente formativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine del tour mi sono dedicata allo shopping ma ho provato a contenermi data la mole di libri in cui ormai verte la mia casa.

Ho acquistato l’ultimo libro del mio amato Erri De Luca: ‘il giro dell’oca’ – chiaramente autografato. Il libro di Annalena Benini, perché davvero, son certa, farà bene al mio progetto e al messaggio che voglio lanciare alle donne, e due classici Oscar Mondadori perché adoro quell’edizione e vorrei collezionarli tutti!

 

 

 

Inutile ribadire le cose che, secondo me, non sono andate o non sarebbero dovute andare così.

La polemica non ha nulla a che vedere con la politica, col partito o chissà quale altra forma di manifestazione personale, la polemica nasce dal fatto che, a prescindere dai contenuti e dalle dichiarazioni che, sì, posso esser sbagliate, spezzare una penna, tappare una bocca, chiudere una porta e tapparsi le orecchie, quando si tratta di stampa ed editoria, è sempre una forma, ribaltata ed edulcorata, di dittatura.

 

 

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