TEMI LA DONNA CHE LEGGE.

Se è risaputo che la cultura ci rende liberi e che la libertà sia qualcosa di positivo,  perché le donne che leggono sono temute?

Ironia a parte, ci sono caratteristiche indiscutibili che acquisiscono le persone che leggono e che non sempre sono ben viste da chi ci sta accanto, sopratutto se a leggere è una donna e se a stargli accanto è un uomo…

Una donna che legge non si accontenta; sarà sempre alla ricerca della verità e di nuovi orizzonti da esplorare perchè i libri hanno creato in lei un portale che la mette in comunicazione con le meraviglie del mondo.

Una donna che legge sa stare da sola; i libri le hanno insegnato a trasformare la ‘tanto temuta’ solitudine in uno spazio non da riempire ma da arricchire con la lettura.

 

Una donna che legge crede nell’amore autentico, non le basterà mai qualcosa di piatto e poco emozionante, lo ha letto, e se lo ha letto è perché qualcuno lo ha scritto e chi lo ha scritto ne porta testimonianza.

Una donna che legge non la farai stare zitta, avrà una cultura ampia e diversificata, motivo per cui difficilmente la metterai in un angolo a bocca asciutta.

Una donna che legge sa che il suo tempo è prezioso; non lo sprecherà a fare cose che non le piacciono o che ritiene poco costruttive, preferirà sempre leggere piuttosto che far qualcosa che non le piace.

Una donna che legge ama il silenzio; volontariamente o involontariamente ha scoperto la saggezza del silenzio, un silenzio che romperà solo se necessario e non  per incapacità di ascoltare se stessa.

Una donna che legge ama se stessa; non solo perché ha appreso che è il segreto del successo ma perché ha imparato a farlo quotidianamente, sfogliando quelle pagine per amor proprio.

Una donna che legge è in continua evoluzione; sembrerà che non trovi mai pace e che sia sempre alla ricerca di qualcosa o di se stessa. Fatto sta, che questo genere di donna difficilmente sarà prevedibile e stabilizzante.

Una donna che legge sa mangiare da sola; vi è mai capitato di vederne qualcuna in un sushi restaurant o in un café? Il posto accanto al loro, se non vale le pagine che sta leggendo, lo tiene vuoto, al massimo lo occupa con le buste dello shopping.

Una donna che legge… sarà sempre una donna che prima di ogni altra cosa legge e sarà sempre difficile comprenderla.

I suoi momenti, la sua gestione del tempo e dello spazio, saranno sempre incomprensibile per chi non nutre lo stesso sviscerato amore per i libri.

Una donna che legge, ad una storia mediocre nella realtà, preferirà sempre un best seller perché i libri le hanno insegnato che i colpi di scena si creano sfogliando le pagine e spesso, i lieto fine, arrivano se si ha la pazienza di leggere tutti i capitoli.

 

 

1 comment

  1. Ivan 23 novembre, 2017 at 18:47 Rispondi

    Cara Meri, sebbene mi trovi d’accordo su tutto quello che hai scritto ed inparticolare sugli effetti benefici della lettura, permettimi di dissentire pero’ sul titolo di quest’articolo. Almeno personalmente io non temo la donna che legge, anzi la stimo prima di tutto e non vedo l’ora di confrontarmi con chi sappia sostenere un discorso interessante e profondo. Ovviamente tutto quello che hai scritto vale anche per gli uomini. Il problema si crea quando, per vari motivi, si sta con una persona che non condivide lo stesso interesse per una continua alimentazione del cervello non solo tramite la lettura ma anche tramite altre attivita’ culturali. Il rischio, alla lunga, e’ che uno dei due si annoia nelle discussioni quotidiane perche’ non vede profondita’ di pensiero nel botta e risposta su vari argomenti. Ad ogni modo, ti posso garantire che non e’ sempre facile trovare una persona (uomo o donna) con la quale avere discussioni interessanti ed appassionate. Un ultima considerazione riguarda anche il “come” e cioe’, come dicevano i nostri padri latini (che hanno scoperto gia’ tutto, dovremmo solo leggere appunto per imparare) “est modus in rebus”. Le cose vanno fatte sempre con criterio e senza esagerazione, per cui non bisogna chiudersi in se stessi e rifugiarsi nei libri in cerca di una sorta di “vita parallela”. La conoscenza ha bisogno anche di pratica per migliorarsi e per evolversi, altrimenti si rischia di rimanere ancorati ad un paradigma ed invece di metterlo continuamente alla prova si cerca solo di confermarlo. Cosa ne pensi?….

Leave a reply