Sono arrabbiata con le donne.

Sono arrabbiata con le donne, lo sono molto di più di come lo sarei con gli uomini. 
Sono arrabbiata di una rabbia cieca che mi prende allo stomaco e non mi lascia altro che lo sfogo; acuto, delirante, scorretto e sincero. 

Apprezzatene la sincerità.

Sono arrabbiata con tutte quelle donne che rivendicano i propri diritti senza tener conto dei propri doveri; con quegli involucri di donna che portano a spasso il loro essere in giro per il mondo senza apportare - al mondo - nessun miglioramento.

Mi è stato rinfacciato più volte di attaccare gli uomini; è vero, lo faccio di continuo ma non perché li odio; io amo gli uomini ma ciò che spesso mi si para davanti è un falso in bilancio. Allora agli uomini urlo di esser degni di questa vita e di tutte le scelte che hanno fatto. 
Alle donne urlo la mia ira perché mi tocca più nel profondo.

Se tutto questo avesse a che fare con la politica, di certo - come spesso mi si accusa - sarei politicamente scorretta; se non altro perché dalle donne voglio di più, mi aspetto di più.

Sono arrabbiata con quelle donne che si limitano a limarsi e laccarsi le unghie senza poi tirar fuori gli artigli quando c'è da combattere, sono irritata da quelle donne che vedo ocheggiare nello stagno della banalità quando io le vorrei come cavalli imbizzarriti che corrono incontro ai propri sogni.

Mi arrabbio quando le sento parlare di femminismo, di pari opportunità e altri paroloni ma le vedo rassegnate in una vita infelice; questo, più di tutto, mi fa arrabbiare. Non sopporto le donne abituate, rassegnate e accontentate; soprattutto se, ad accontentarle, è per forza un uomo.

Vedo sprecare vita che scorre dentro le donne. Fa male, Dio se fa male.

Sono arrabbiata con le donne che leggono romanzetti erotici e non hanno il coraggio di viversi i piaceri del sesso liberamente; sono arrabbiata con le donne che fingono orgasmi e che lasciano fare, del proprio corpo, strumento dell'altrui piacere e non, in primis, del proprio.
Sono arrabbiata con quelle donne che si truccano - con classe - la bocca ma, la stessa bocca, non la aprono per dire quello che pensano, quello che sentono e quello che è giusto per la propria vita. Lo sono con coloro che portano in giro, ancheggiando, il proprio sedere, senza prendere mai l strada della svolta; della rivolta nella propria vita.

Sono certa che un'orda di donne si scaglierà contro questa mia rabbia; immagino la polemica!
Mi si accuserà di aver attaccato le donne che si laccano le unghie, che sculettano, che leggono romanzetti erotici o che si truccano la bocca: state tranquille che non è con voi che ce l'ho.Mi lacco le unghie, sculetto, mi trucco la bocca e... no, quei romanzetti erotici da quattro soldi non li leggo ma quello che voglio dire è che tutta la forma del mondo, non ci darà mai lo slancio del cambiamento se non ci riempiamo di sostanza; quella sostanza emotiva, sociale, politica, intellettuale, sportiva... impegnatevi, in qualsiasi cosa ma impegnatevi a cambiarlo questo mondo!
Siamo destinate ad un precario equilibrio di cui i tacchi - miei eterni amici insieme ai libri - sono l'emblema, siamo destinate al disequilibrio: ormonale, morale, psichico ed emotivo, questo è ciò che siamo, non dobbiamo farci vedere mansuete, addomesticate o sedate. 

Dobbiamo esplodere di vita. 
Dobbiamo esplodere.

Sono arrabbiata con le donne che sorridono troppo; quelle che sorridono - oche e timide - per tirarsi fuori dai guai, quelle che non hanno il coraggio della rivolta e - ancora - giocano ad ammansire l'uomo e l'uomo - poverino - non resiste. L'uomo è programmato per aiutare la donna, non resiste al fascino di andare in suo soccorso e la donna che mi fa arrabbiare lo sa e lo fa ed è vergognoso.

Sono arrabbiata con le donne che non sanno stare da sole, con quelle che per convenzione sociale si accompagnano a legami infelici e poi - disperate - vanno alla ricerca del brivido per sentirsi vive; queste donne che fingono l'amore e non hanno il coraggio del cambiamento sono la mia spina nel fianco. Donne che restano accanto ai propri uomini per il vile denaro, donne che restano intrappolate in case dalle mura di cinta perché, uscite da lì, non saprebbero cosa fare. A questa donne chiedo; cosa avete fatto fino ad oggi per voi stesse? Cosa avete fatto per la vostra vita ed il vostro futuro tanto da rendevi schiave e prigioniere legate alla vita altrui?

Sono arrabbiata con le donne annoiate; quelle che non hanno altra possibilità che fare ciò che 'devono', quelle che riempiono di vuoto il tempo, quelle che non alimentano i minuti con la passione, la ricerca, il giardinaggio,  qualsiasi cosa! Sono arrabbiata con le donne che si annoiano perché, le donne, non sono nate per annoiarsi.
Sono arrabbiata con le donne che fanno le mamme e lo fanno a metà; con quelle che - ad un certo punto - si ricordano di essere donne. Sono arrabbiata con chi non onora il più dignitoso ed importante dei ruoli; essere madre è una scelta, non un ripiego, non una convenzione sociale - come spesso accade - non una tappa obbligata di un rapporto. Lo dico io che madre non sono e non lo sarò mai; è brutto da vedere, fa arrabbiare. Siate dignitose, onorate le vostre scelte e decisioni e fatelo nel rispetto di stesse e le meravigliose vite che avete generato; dalla vita non si torna indietro, lo sapevate.

Sono arrabbiata con quelle donne bisognose di attenzioni e approvazione, quelle che, non essendo centro di se stesse, hanno bisogno, continuamente, di stare al centro dell'attenzione altrui, svilendosi. 

Sono arrabbiata con le donne politicamente corrette, quelle che non hanno il coraggio di prendere posizione, di scontrarsi, confrontarsi e perdere, le donne che non sanno perdere non sono donne. 

Sono decenni che ci propinano il lavaggio del cervello; dobbiamo esser forti, dobbiamo tirar fuori le palle - come se avere un utero e due ovaie non fosse già abbastanza impegnativo - dobbiamo essere come gli uomini; se non meglio, bombiamo, dobbiamo, dobbiamo.
Dobbiamo dimostrare di valere, essere migliori, essere superiori...
dobbiamo vincere e primeggiare.

Noi donne non dobbiamo un bel niente, non dobbiamo niente a nessuno se non a noi stesse. 
Non dobbiamo dimostrare né primeggiare: basterebbe esser semplicemente Donne per poter archiviare questa folle utopia di esser diverse da come siamo.

La forza, questa tanto discussa forza e messa in relazione a noi donne, noi non dobbiamo raggiungerla, non dobbiamo dimostrarla né mostrarla, noi ce l'abbiamo dalla notte dei tempi, peccato che - troppo spesso - la impieghiamo male o non la impieghiamo affatto, e questo mi fa arrabbiare!





 

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