maria perillo - sleeping beauties - stephen king

Sleeping Beauties

Lo avete letto?!

Forse non ancora, da poco sul mercato e con le sue 652 pagine, impegna non poco la mente ed il tempo.

King è entrato nella mia vita quando ero solo una ragazzina, i suoi personaggi hanno popolato le mie notti da adolescente, mi sembrava spesso di vederne qualcuno all’angolo buio del bagno mentre cercavo l’interruttore della luce, mi ha letteralmente drogata; abbandonare o interrompere la sua lettura mi era davvero impossibile.

Crescendo ci siamo un pò persi poi, non molto tempo fa, sotto consiglio, ho letto ON WRITING che fino ad allora mi era ‘sfuggito’ (non me ne vogliano i suoi lettori accaniti), questo libro ha aperto un’altra  finestra sui suoi romanzi e così ho ripreso a leggerli tutti e d’impatto, ho riletto Carrie e subito dopo Sleeping Beauty per avere l’immediata percezione delle differenze tra le sue storie prima e dopo On Writin e per cogliere l’evoluzione dal primo all’ultimo suo romanzo, per giunta scritto a quattro mani col figlio Owen.

Ma torniamo a Sleeping beauties.

In una piccola città degli Appalachi le donne vanno a dormire e non si risvegliano più, vengono avvolte da una sorta di ragnatela che presto si trasforma in un bozzolo. Se svegliate, le donne diventano incredibilmente violente e sanguinarie. Pur dormendo in questa realtà, le signore si risvegliano in una realtà parallela, un mondo privo di uomini! Gli uomini, intanto, sono abbandonati ai loro istinti primordiali. Una donna misteriosa è immune da questa sorta di addormentamento magico…

Una storia che ha tutti i presupposti classici del King che leggevo da adolescente. Il linguaggio è avvincente anche se a tratti ho avuto la percezione che si alternasse proprio con l’altra mano ed in questo caso la vicenda sembrava rallentare. Gli elementi ricorrenti dei suoi romanzi ci sono tutti; vicende adolescenziali, turbe psichiche, paranormale e, in questo preciso caso, l’universo femminile.

Gli aspetti della vita di una donna sono sviscerati tutti con una crudeltà che rapisce e porta ad immedesimarsi con le vicende delle donne tirate in ballo. Le dinamiche, i dubbi, le paure e sopratutto le scelte che sono tenute a compiere le protagoniste portano a riflessioni profonde su ciò che è il mondo femminile osservato e vissuto attraverso la lente opaca dell’universo maschile e viceversa. Ma per quanto riguarda quest’ultima osservazione, la lente che utilizzano le donne per esaminare l’universo maschile, non è appannata, oh no, le signore ci vedono benissimo!

L’eterno dilemma si ripropone; che mondo sarebbe senza uomini? Le belle addormentate per un pò lo sperimentano ma saranno poi costrette ad una scelta. Vogliono davvero ritornare a quel mondo ricco di violenze, abusi, rabbia prepotenza? E se decidono di non farvi ritorno, cosa ne sarà dei loro figli maschi rimasti in quell’altra realtà?

Le vicende dei signori uomini tracciate da King sviscerano  la loro fragilità emotiva ed i conflitti che ne conseguono; rabbia, violenza, droga, alcol…uso smoderato di armi!

L’analisi della psiche maschile e femminile l’ho trovata “performante”, sopratutto in un periodo storico che crea una gran confusione nella mente di un uomo che (ahimè)  è stato allevato da un esempio di donna lontano mille miglia dall’attuale figura femminile che spesso si ritrova accanto come compagna di vita.

Forti i richiami alle leggi divine, alla consapevolezza universale ed al libero arbitrio. Straziante l’inconsapevolezza di alcuni personaggi che rappresentano perfettamente quella fetta di mondo che vibra ad un livello di frequenze bassissimo.

Quanto c’è  di Steve e quanto di Owen in Sleeping Beautis?

La mia percezione è che la storia sia stata partorita dal Re, la struttura è sua. Trovo che ci sia la mano di Owen in alcuni tratti,  tra cui il conflitto al carcere…

Quindi si, ne è valsa la pena ma non come nei suoi precedenti libri.

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