Roma – Più libri più liberi.

Fiera nazionale della piccola e media editoria; un sogno fatto di libri nella nuvola del Roma convention center.

Cinque giorni completamente dedicati a libri ed editoria; dal 5 al 9 dicembre, la nuvola dell’Eur si è riempita dell’odore dei nostri tanto amati libri.

Ho dedicato alla fiera un intero giorno, il primo, sia per il mio firmacopie che per l’attività di scoperta e ricerca nel mondo dell’editoria. Avevo in programma di parteciparvi anche un altro giorno ma, alla fine della prima giornata, mi sono accorta che un giorno era più che sufficiente.

La mattinata non è cominciata benissimo, dal momento che per accedere alla fiera in qualità di autore, bisognava attendere un responsabile della propria casa editrice che venisse fuori a prenderti per consegnarti ‘a mano’ pass per gli addetti ai lavori, e questo mi ha causato più di un’ora di attesa. Cosa fastidiosa, dal momento che in borsa avevo quattro biglietti, personalmente acquistati per me e chi con me lavora al blog. Per inciso, alla fine, invece del previsto pass, mi è stato consegnato un semplice biglietto da visitatore.

Smaltito lo stress iniziale con un caffè, ho iniziato a girare per gli stand per conoscere editori e case editrici.

Chiaramente, ci sono cose che mi hanno piacevolmente colpita ed altre meno; cominciamo da quella che ho trovato meno gradevoli.

Prima fra tutte, la lunga attesa di cui vi ho parlato; ma lì, è chiaramente a discrezione delle casa editrici organizzarsi in modo da limitare i tempi d’attesa di autori, giornalisti e blogger.

In alcuni stand, gli addetti, erano completamente assenti, persi con la sguardo nel proprio telefono cellulare, impassibili al personale che si avvicinava ai vari libri esposti (in maniera più o meno accattivante); no ragazzi, non ci siamo. Non è questo che ci aspettiamo ad una fiera dell’editoria! Alcuni avevano l’espressione che a scuola generava l’insegnante alla ricerca di volontari per le interrogazioni… quasi speravano di non venir interpellati. Altri ancora, sembravano venditori di elettrodomestici, all’assalto del possibile contratto. Savoir faire, rapporto umano, parlare, confrontarsi!

Tra le molte, moltissime case editrici presenti, devo ammettere che quelle che hanno attirato particolarmente la mia attenzione sono solo due; ma qui, ‘de gustibus disputandum est’.

Nella mia idea di casa editrice, formatasi in questo ultimo anno per esperienza diretta, mi sono resa conto di quanto sia importante essere originali nelle pubblicazioni, avere personalità, seguire gli autori, credere nei progetti intrapresi (anche dicendo NO) e, soprattutto, investire in pubblicità, promozione e divulgazione post produzione.

Possibile che esistano ancora case editrici non in possesso di un profilo Instagram?! Davvero non ci rendiamo conto di quanto tutto passi da questo social?

Detto questo, le case editrici che, più di tutte, hanno attirato la mia attenzione (per forma e contenuti) sono sostanzialmente due:  Edizioni Spazio Interiore ed Edizioni Black Coffee; la prima per i contenuti fortemente spirituali, per la gentilezza, affabilità e simpatia degli addetti ai libri e la seconda per lo stile decisamente vintage, perché adoro la letteratura americana, per le copertine deliziose, l’accento toscano degli addetti, i richiami al mio tanto amato caffè e, prima fra tutte, per la traduzione in italiano della nota rivista letteraria Freeman’s!

Due case editrici tra tutte quelle presenti son poche, me ne rendo conto, ma siamo sempre attirati da ciò che è più in linea con i nostri gusti personali. Molte altre case editrici hanno attirato la mia attenzione, anche se non in linea con i miei gusti letterari, tra queste:

Casa Sirio,

Derlai Editore,

Dark Zone,

Bao publishing,

Edizioni Clichy,

Edizioni NPE.

Tutte case editrici serie, che lavorano bene e affiancate da personale specializzato.

Vi parlerò, in maniera dettagliata, di tutto quanto accennato, nello spazio letterario Il Salotto delle Meraviglie nel mio canale you tube Maria Perillo

Iscrivetevi al canale, e partecipate al salotto letterario.

 

 

 

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