Oriana Fallaci – La Rabbia e l’Orgoglio

Un silenzio durato dieci anni viene rotto dall’apocalisse dell’11 settembre perché Oriana – chiaramente – non può tacere.
Fulcro del dibattito internazionale sul terrorismo; brutale e sincera, la Fallaci parla degli Stati Uniti, dell’Europa, dell’Islam e dell’Eurabia.
L’ho riletto a distanza di anni per interrogarmi – ancora una volta – su ciò che stiamo vivendo, sull’inizio di tutto questo e su quelle cicale che urlavano brucia-l’eretica-bruciala mentre l’eretica – ancora-e-ancora – arde grazie alla sua penna.

A tratti estrema, sempre sincera e diretta, è stata accusata di molte cose quando ha raccontato le proprie profetiche verità e, come tutti i profeti, è stata lasciata da sola. Non ha mai avuto bisogno di idolatrare nessuno, una vita consacrata alla libertà, una donna schierata solo dalla parte dei valori e non degli uomini; così volubili e passeggeri, come i politici.

La rabbia e l’orgoglio nasce come un articolo che diventerà presto un libro che si apre all’ analisi di un mondo che Oriana sembrava aver ben inquadrato.

Eh no, caro mio, no. Io non recito la parte della coraggiosa. Io sono coraggiosa. In pace e in guerra, a destra e sinistra. Lo sono sempre stata. E sempre pagando un altissimo prezzo incluso il prezzo delle minacce fisiche o morali, delle altrui gelosie, delle altrui carognate. Mi rilegga e vedrà. Quanto al piede nella tomba, corna e accidenti a Lei. Non sguazzo nella salute, è vero, ma i malaticci del mio tipo finiscono sempre col sotterrare gli altri. Tenga conto, e vi alludo pure in questo piccolo libro, che un giorno uscii viva da un obitorio dentro il quale m’avevano scaraventato credendomi morta… se qualche stinco di santo non mi ammazza prima che lo ammazzi io, vuol scommettere che vengo io ai Suoi funerali? 

Ecco l’animo combattivo ed estremamente coerente della Fallaci!

Oriana vedeva in una società troppo democratica ed aperta una società aperta al terrorismo e, chissà, magari aveva ragione… nel libro riesce ad esser convincente. Allo stesso modo, con la stessa convinzione, parla di patriottismo; e non venite a dirmi che lo fa da esaltata! Oriana ha sempre creduto in un’Italia onesta che non fosse violata da quei collusi che si ergevano a suoi ‘protettori’ ma che poi, come i protettori della specie peggiore, l’hanno sfumata e ridotta all’osso… un osso sempre duro.

Il fulcro del libro, però, è il contrasto di culture che Oriana non riesce a digerire; per lei la libertà scissa dalla giustizia è una mezza libertà, ed è per questo che parla anche alle donne, a quelle che si sentono femministe e non si sono battute per le donne islamiche:

alle cicale di sesso femminile ossia alle femministe di cattiva memoria, invece, qualcosa da dire ce l’ho. Giù la maschera, false amazzoni. Ricordate gli anni in cui anziché ringraziarmi d’avervi spianato la strada cioè d’aver dimostrato che una donna può fare qualsiasi lavoro come un uomo o meglio d’un uomo, mi coprivate di insulti? Ricordate gli anni in cui, anziché portarmi ad esempio, mi definivate sporca maschilista, maiale maschilista, e mi lapidavate perché avevo scritto un libro dal titolo Lettera a un bambino mai nato?

Com’è che sulle sorelle afghane, sulle creature assassinate e seviziate umiliate dai maiali-maschilisti, imitate il silenzio dei vostri ometti? Oppure delle sorelle afghane non ve ne importa un accidente perchè le considerate inferiori?

E la riflessione non si ferma, Oriana si chiede – e chiede a tutti noi – come sia possibile che: nel nostro Paese sorgano sempre più moschee mentre nei paesi arabi non fanno costruire neanche una chiesetta. E da qui si ricollega al meridione, alla situazione generata dal dominio arabo nel meridione e alle tracce amare che ha lasciato:

pensa al machismo che lì trionfa come in Islam. Pensa ai lenzuoli insanguinati che, per dimostrare che la sposa era davvero vergine, in alcuni borghi vengono ancora appesi alle finestre della camera dove s’è consumata la prima notte di matrimonio. Però dal meridione in su non troverai mai una sia pur debole impronta dell’Islam.

Una donna che non fa sconti a nessuno, manco a se stessa. Una scrittrice che esterna il suo dolore attraverso la penna e le idee, una donna irremovibile per nulla disposta a scendere a compromessi. E lo dice a se stessa anche nel libro, quando spiega il motivo della sua astinenza dal voto.

Ed eccoci al dunque: perché leggere questo libro?

Perché Oriana, prima come donna e poi come scrittrice e giornalista, ha il coraggio delle sue idee, non teme il contrasto, crede più nei valori che negli uomini e per lei la politica stessa è fatta di ideali che, continuamente, vengono traditi e delusi. Oriana non si schiera con i partiti ma con la giustizia, non fa sconti a nessuno e lo fa con coraggio, quel coraggio che spesso manca a uomini e donna, quel coraggio ormai sostituito da un processo di omologazione che ci vuole cicale…

 

 

 

 

 

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