Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci

Mi piacciono le donne forti, mi sono sempre piaciute.

Quando appena ventenne ho incontrato i libri di Oriana, ricordo di aver provato una sorta di ammirazione che, sino ad allora, non avevo provato per nessuno; quella donna così sicura, sincera, dura, asciutta e coraggiosa mi sembrava più potente di tutti i potenti di allora e – aggiungerei – di oggi.

Nella sua più ardua intervista – quella a se stessa –  è come se parlasse alla sua parte peggiore, e non è certo ‘l’alieno’!

Oriana parla di un cancro politico, morale e sociale che ancora oggi ci divora. A meno che qualcuno non abbia davvero il coraggio di negarlo, ed in questo caso sarei aperta al dibattito.

Parla senza remore, senza mai pensare di essere politicamente corretta… anche perché ormai, credo l’abbiate capito cosa penso del distorto concetto di ‘politicamente corretto’, parla poi dell’alieno; quel cancro che fisicamente la debilita ma che – come essa stessa scrive – l’aiuta a lavorare meglio con la mente, e non credo sia solo una questione neurologica e chimica, mi piace pensare che il suo cuore e la sua mente sapevano di non avere abbastanza tempo per cui, come le macchine migliori, ottimizzavano i tempi.

Parla dell’Europa e dell’Eurabia che, a distanza di quindici anni dall’uscita del suo libro, sembrano proprio seguire quel filone tragico che lei aveva preannunciato. Non fa sconti a nessun leader non – leader della politica e non fa sconti a se stessa; donna d’una coerenza d’altri tempi! E parla del tricolore che sostiene essere stato messo al bando dagli arcobalenisti, dai pacifisti guerraioli e dai collaborazionisti in buona e cattiva fede. E poi parla della morte con un rispetto per se stessa e per la vita che aiuta – chi legge – a vivere e morire dignitosamente, o quantomeno a provarci.

La sua passione politica, il suo senso critico e della giustizia, sempre ben miscelati a quello dell’umorismo, rendono questa breve lettura un auto analisi politica e sociale, un monito ad essere autentici e giusti anche quando le istituzioni sembrano affogare nell’ipocrisia.

Oriana ha sempre detto ciò che sentiva e pensava, nonostante le minacce, nonostante le offese, i dolori e le delusioni ha portato avanti il suo pensiero senza scendere a compromessi o cercare alleati ideologici con cui spartire il peso delle battaglie, le bastava sapere che ciò in cui credeva era giusto, ed il suo senso di giustizia non era certo qualcosa di opinabile perché, a rigor di logica e buon senso, le sue idee hanno mostrato sempre e solo coerenza.

Una meravigliosa goccia di cristallo in un oceano di melma, una voce stonata, fastidiosa ed indisponente come lo sono tutte le donne che hanno un brutto carattere ma che – per fortuna – se pure brutto – un carattere ce l’hanno!

In conclusione, perché le donne dovrebbero leggere questo libro?

Per imparare ad essere oneste con se stesse, politicamente scorrette, anticonvezionali, forti dei propri ideali e coraggiose quando si tratta delle proprie battaglie.

Per imparare ad ardere quando l’ipocrisia – ancora – grida: <<brucia – l’eretica – bruciala>>.

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