Ora che non ci sei più – Livia De Pietro

di Maria Perillo e Nicola Garzone.

Cosa potrebbe lasciare in eredità la Morte nel suo Testamento che non può mai essere sigillato?

La domanda che l’uomo si pone da sempre in merito a questo verbo intransitivo tanto fastidioso a volte, trova risposta solo nell’intima curiosità ed individuale crescita che porta alla saggezza.
L’autrice Livia De Pietro affronta la malattia della figlia Mariella, mette a nudo la sua sofferenza e la condivide per mezzo di un diario che l’ha aiutata a trovare un senso a tutto ciò che stava accadendo, in un periodo di dolore ove il tempo non aveva più un’unità di misura.

La scrittura dunque diventa un mezzo per esorcizzare la sofferenza, Livia ne scopre il potere terapeutico e, pur affrontando il più grande dei dolori, impara a trasformare la sofferenza stessa in energia creativa. Dalla raccolta di queste pagine di appunti, sfoghi, immagini forti, poesie libere o con schema metrico, descrizioni della vita interiore, nasce ‘ORA CHE NON CI SEI PIÙ’, un cammino intrapreso da Livia e dal marito Domenico per accompagnare la figlia Mariella con meno dolore possibilealla fine della vita

La vera curiosità iniziale che ha portato alla stesura del libro  nasce dalla lettura de‘la grande festa’ di Dacia Maraini; in esso Livia trova la motivazione per dare un senso all’esperienza che, per sempre, le stava cambiando la vita.

Comincia ad interrogarsi sul concetto di morte, sulla trasformazione individuale e sui valori spirituali che ci accompagnano all’ultimo respiro. Il libro è considerato, dalla stessa autrice, una raccolta di appunti, un viaggio verso una presa di coscienza forte, vera, inevitabile e necessaria ai fini della
piena realizzazione della vita di ognuno.

Troppo spesso neghiamo la morte, fuggiamo al dolore, ci nascondiamo dal male e, così facendo, escludiamo dalla nostra vita una fetta necessaria al raggiungimento della nostra crescita completa. La lettura di questo testo invita a familiarizzare con il dolore e a non fuggire dai fantasmi che riempiono il vuoto di chi resta; se la vita è una scuola, certi esercizi, se pur dolorosi, sono necessari!

Il linguaggio di Livia è lo specchio della sua personalità, delle sue conoscenze e della sua lunga attività di insegnamento. Le poesia sia a schema libero che metrico con cui l’autrice correda il diario, impreziosiscono il testo dandone un’immagine completa della sua anima e della sua evoluzione interiore.

Il percorso di Livia può essere di aiuto a tutti colore che, in questa vita, sono costretti a sperimentare dolori talvolta insopportabili per l’animo umano.

Ne è consigliata la lettura solo a cuore e mente aperta ed si invita il lettore ad approcciare al testo con l’animo di chi vuole crescere ed accrescere se stesso per mezzo di un’esperienza che, se pur dolorosa, trova la forza di sbocciare in qualcosa di diverso.

 

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