Lettera a un bambino mai nato – Oriana Fallaci

Ogni volta che una possibilità di vita s’interrompe, una madre cessa di esistere.

Una profonda riflessione sulla vita che può essere o che non può essere vita, sulla libertà che esiste ma è solo percezione, sull’amore che è sopravvalutato e sulla donna che resta il fulcro di questa lettera ad una possibilità.

A quanti compromessi deve scendere una donna prima di potersi considerare libera?

Troppi, continui, estenuanti e scomodi compromessi.

Perché ogni donna dovrebbe leggere questo libro?

Per il bisogno di guardarsi nello specchio che questa lettura rappresenta. Oriana ci spinge con forza e crudeltà ad interrogarci su un tema che – ancora oggi – spaventa, fa rabbrividire e vergognare: è lecito decidere di non essere madre?

E’ lecito decidere di non seguire i dettami naturali e sociali ed opporsi – con tutta la forza che una donna può esercitare – a questo obbligo morale?

E ancora mi chiedo: quanto siamo libere di scegliere?

Ogni responsabilità è della donna, ogni sofferenza, ogni insulto. Puttana, le dite se ha fatto l’amore con voi. La parola puttano non esiste nel dizionario: usarla è un errore di glottologia. Sono millenni che ci imponete i vostri vocaboli, i vostri precetti, i vostri abusi. Sono millenni che usate il nostro corpo senza rimetterci nulla. Sono millenni che ci imponete il silenzio e ci relegate al compito di mamme. In qualsiasi donna cercate una mamma. A qualsiasi donna chiedete di farvi da mamma: perfino se è vostra figlia.

Secondo Oriana – e anche secondo me – dal momento in cui lasciamo l’uovo, non lo siamo più. Assurdo vero?

Si, siamo quasi sempre nella gabbia; la stessa gabbia in cui si ritroverà Oriana dopo aver detto addio alla possibilità di vita che ha tanto animato la sua riflessione. Una gabbia che apre le porte solo alla moderna inquisizione. Si, moderna inquisizione!

Oggi le donne non vengono bruciate – e non è detto, perché ancora accade – non vengono torturate – e non è detto perchè ancora accade – le donne non vengono trattate da streghe – e non è detto perchè ancora accade…

La riflessione di Oriana mi trova pienamente in accordo ed empatia. Nel punto in cui scrive che – dopo aver annunciato di voler tenere il bambino anche senza l’appoggio del padre – la gente la guarda male: ho pensato, per forza di cosa, a quei pregiudizi che ancora oggi viviamo: tutti i santi giorni!
Perchè se sei donna e decidi di non avere una relazione o di essere genitore da sola, ancora fai paura a questa società malata di schemi.

La stessa cosa accade quando annuncia di non voler sacrificare il lavoro a favore della maternità; ancora oggi viviamo sotto il peso di questi giudizi e pregiudizi: quando ti chiedono se vuoi diventare madre e tu rispondi di no, beh, ti guardano come un’appestata ed io penso alla gallina del libro… ma per capirlo dovreste leggerlo.

Il peso emotivo dell’inquisizione pesa ancora sul capo delle donne come la spada di Damocle…

tutto dovrebbe accadere in nome dell’amore.

Il mio sospetto è che si tratti di un imbroglio gigantesco, inventato per tener buona la gente e distrarla. Di amore parlano i preti, i cartelloni pubblicitari, i letterati, i politici, coloro che fanno all’amore, e parlando di amore, presentandolo come toccasana di ogni tragedia, feriscono e tradiscono e ammazzano l’anima e il corpo. Io la odio questa parola che è ovunque e in tutte le lingue.

E’ iniziata come una recensione a ‘lettera a un bambino mai nato’ ed è finita come un urlo di ira a tutti i bambini nati e diventati uomini che ora inciampano nel filo della logica, MA ANCHE LE DONNE INCIAMPANO, oh si, e lo fanno con meno classe degli uomini; perchè se nell’uomo riesco a trovare la giustificazione nelle diversità di cuore e cervello, nelle donne – ahimè – certe posizioni a sfavore di altre donne, proprio non riesco a spiegarmele.

Io non odio gli uomini. Io li amo con ira e pietà perchè, quanto me, sono vittime di certi slogan. Io li voglio complici nel pensare con me, nel ribellarsi con me. E questo è già un rapporto d’amore.

 

 

 

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