L’amore finché resta – Giulio Perrone

Roma, quartiere Parioli. Da un momento all’altro, Tommaso, che non è proprio il marito modello (ammesso che ne esistano), è messo alla porta dalla ricca moglie Lucrezia; dovrà lasciare la ricca casa di lei e l’agiata vita che, con lei e grazie al suo blasonato cognome, conduce. Ah dimenticavo, dovrà lasciare anche il lussuoso studio in cui esercita, senza troppo successo, la professione di terapeuta.

In tasca, tanta amarezza e l’abbonamento per la Roma, unico legame con figlio Piero…

Ho iniziato a leggere il romanzo di Giulio Perrone, edito dalla Harper Collins, perché incuriosita dal titolo e spinta da una domanda: e dopo, di tutto quell’amore cosa resta?

Tommaso non lo sa ma lo imparerà.

Da donna, leggendo del protagonista, non ho potuto fare a meno di pensare che fosse il prototipo di uomo da cui stare alla larga, uno di quelli che una bella batosta dalla vita se la meritano proprio!

Tommaso però non è tutto lì, il Tommaso che viene messo alla porta è solo l’uomo di superficie che si è concesso di essere.

Il protagonista, dentro di sé e attraverso gli insegnamenti del padre che ora non c’è più, fa esperienza delle salite della vita.

Salendo la vita, Tommaso crede (e lo crederebbe chiunque) di toccare il fondo e quando le circostanze sembrano fargli credere che ci sia un modo più semplice per risalire, lui resta giù e, dignitosamente, sceglie la strada più difficile, quella meno battuta; preferisce gli ideali poco visualizzati alle apparenze da super like. Tommaso si ritrova a scegliere tra le illusorie circostanze e la vita vera.

Ed è qui che il protagonista si guadagna la mia simpatia, perché è questo che fanno gli uomini veri; scelgono le cose più difficili purché in linea con i propri ideali.

Chiunque abbia varcato la soglia del mondo degli adulti, si rispecchierà in questo romanzo, in questa ricetta di vita vera in cui gli ingredienti, amari e di difficile digestione, sono ben dosati e miscelati:

  • un uomo sbattuto fuori di casa,
  • senza un lavoro,
  • costretto a tornare a vivere nella casa materna,
  • una madre con seri problemi,
  • un rapporto a intermittenza col figlio e, per condire il tutto, una spolverata di zucchero a velo data da un nuovo flirt che, il più delle volte, non fa che peggiorare la situazione.

Questa è la ricetta che ti passa la vita quando vuol farti creare un nuovo inizio, non basta un solo ingrediente, te li deve propinare tutti insieme per farti apprendere la lezione!

Poi ci sono i sogni impolverati nei cassetti, sotto i manoscritti della vita che tutti, gelosamente, conserviamo. Tommaso tirerà fuori anche quelli insieme al meglio di sé che, inaspettatamente, conduce il lettore ad un finale ricco di speranza per quelli che potranno essere nuovi inizi e nuovi indizi della vita.

Il linguaggio semplice, essenziale e diretto, fa in modo che la storia parli direttamente alle emozioni facendole vibrare come corde ben tese. L’ambientazione è, per me, uno dei più grandi paradossi della geografia; i quartieri in di Roma e le borgate, ad un palmo di vita l’una dall’altra. I personaggi sono vivi perchè ricchi di un’interiorità che li anima e disanima a seconda delle circostanze; insomma, uno spaccato di vita vissuta che consiglio di leggere a tutti gli uomini che, vigliaccamente, si limitano a sopravvivere tralasciando di vivere.

 

 

 

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