Intervista a Giulio Perrone – l’amore finché resta.

L’amore finché resta, e poi?

Se avete letto la mia recensione al libro di Giulio Perrone, avrete notato che non è stato proprio amore a prima vista, e non con il libro ma con Tommaso, il protagonista; un uomo che ho definito ‘da evitare’. Tommaso non è un eterno Peter Pan, Tommaso è, fino allo svolgersi della vicenda, un uomo che sa bene quali sarebbero i suoi doveri ma preferisce la via più comoda, fino a quando, messo alla porta dalla moglie, si ritrova a dover affrontare tutto ciò che per anni si era rifiutato di guardare.

Ed è proprio da Tommaso che parte la mia intervista a Perrone.

 

Nel romanzo viene affrontata la tematica di un uomo che, messo alla porta dalla moglie, si ritrova a dover affrontare tutta una serie di problemi che fino ad allora aveva finto di non vedere. Si ritroverà senza casa e costretto a tornare in quella materna, si renderà conto dei seri problemi della madre, capirà che non ha un vero legame col figlio e manco con se stesso e con le donne. Perderà il lavoro e resterà senza soldi…

Solitamente siamo abituati a leggere e sentir parlare di donne in questa condizione, la tua è stata una scelta voluta per dare originalità al testo o vuoi portare l’attenzione ai problemi che gli uomini in questa condizione affrontano?

Quando scrivo non penso mai alle circostanze editoriali. Dato che faccio l’editore tutto l’anno, quando scrivo, mi concentro su ciò che mi piace scrivere e nel modo in cui so farlo. Io credo che un autore abbia solo una cosa da cercare e successivamente da difendere ed è la propria voce, cioè l’approccio diverso ed il modo diverso di raccontare le cose, che dev’essere tuo! Poi può funzionare o meno, piacere o non piacere, essere pubblicato o no, trovare o non trovare lettori ma è quella la strada che ti consente di raccontare. Mi interessava raccontare il punto di vista maschile, com’era capitato anche nel libro precedente con una storia completamente diversa. Ho voluto raccontare il punto di vista maschile senza fare troppi sconti al protagonista e cercando di partire dalle sue fragilità  che sono quelle che m’interessano di più dal punto di vista narrativo.

In questo caso mi interessava prendere un personaggio che avesse delle convinzioni forti anche su come gestire i propri rapporti; lo stare in equilibrio su tante cose senza andare mai a fondo e senza prendere mai troppo posizione, la convinzione di saper gestire bene i rapporti con le donne… in realtà poi, tutto questo, dall’inizio del libro frana. Mi interessava togliergli il terreno sotto i piedi e capire da cosa poteva ripartire e dall’altro lato mi interessava costringere una persona che non si era mai occupata di niente (né della moglie, né del figlio, né del lavoro)  ad occuparsi di tutto. Lui sarà costretto a farsi carico non solo della sua rinascita e della sua ripartenza ma anche di tutta una serie di problemi legati ad altri fattori che gli ruotano intorno. Oggi sono tutti un pò Tommaso nel modo di approcciare alle cose…

Nel libro Tommaso è quasi spaventato dai moderni mezzi di comunicazione; è una preoccupazione solo del protagonista o anche tua?

Quella è la parte più autobiografica, quella che mi interessava di più perché effettivamente c’è una distanza molto grande tra quello che eravamo noi da ragazzi e ciò che oggi i ragazzi sono. E’ una generazione oltre i social, è dentro ad altri modelli di comunicazione difficilmente comprensibili da chi non vi appartiene. Potrebbe anche risultare effimera ma poi una persona commetterebbe l’errore di non confrontarsi con questa realtà. Questo un problema che Tommaso ha, lui non capisce, non sa di cosa si tratti anche se poi ci si fa risucchiare in quel mondo, un pò perché la vede come un’opportunità per tirarsi fuori dai guai e un pò perché sente che a quel punto il figlio lo vede, sente di diventare quasi un eroe per lui. Ma poi si chiede: a che prezzo?

E li si sviluppano le scelte finali. Quindi sicuramente c’è questa distanza. La nostra generazione è passata dai Nirvana a YouTube, e già i Nirvana per mio padre erano una cosa fantascientifica. Oggi siamo in mezzo a questo passaggio in cui c’è stata la presa di forza di internet e del mondo social che ci ha risucchiati portandoci oltre.

Idem per le radio, prima c’era una guerra per le frequenze mentre ora il mondo ragiona per i podcast, che è ancora un altro tema. E’ un continuo di cambiamenti nella comunicazione e del modo in cui intendiamo la musica, la letteratura…

Tommaso non ha questi interessi e rimane sempre molto sorpreso però fa uno sforzo, che è uno forzo da padre, di provare a capire la cosa invece di mettersi in chiave oppositiva. Ci mette la testa dentro e prova a capire.

 

Tommaso ha tutta una serie di regole, un pò sue un pò del padre, a cui, nel libro, viene anteposto un hashtag; quelle regole sono solo di Tommaso o sono anche tue?

No, sono regole di Tommaso create per il romanzo…

Ringrazio Giulio e ripenso a Tommaso, avrei voluto approfondire perché le sue regole son davvero divertenti ma il tempo, quando si tratta di scrittori, editori, giornalisti e blogger, corre sempre al doppio della velocità. Vi consiglio di leggere il libro e di ‘non’ seguire tutte le regole di Tommaso!

Successivamente abbiamo parlato di editoria.

L’intervista, prettamente dedicata alla parte editoriale, la trovate cliccando QUI!

 

 

 

Leave a reply