Il grande campo – Loris Fabrizi

Versi acuti che nascono da un delicato percorso di evoluzione personale.

Loris Fabrizi, attraverso la poesia, ci mostra i frutti delle sue ritrovate consapevolezze, maturate a seguito di eventi vissuti negli ultimi cinque anni della sua vita.

Una rinascita interiore che parte dalla fede profonda e dall’amore incondizionato per la famiglia; ecco di cosa si compone la poesia del Fabrizi.

Una spiritualità vissuta con spontaneità senza troppe congetture, un riflesso della fede e delle esperienze di cui parla nel suo libro, in versi. Versi che nascono dall’amore per una musa; la moglie Romy, colei che ha ispirato non solo i versi ma anche la riflessione interiore.

Loris Fabrizi: poeta, autore e attore amatoriale, è già conosciuto dai lettori per il blog sonoloris.com ma l’esordio ufficiale è con la sua prima opera poetica “Il grande campo” edita da Tempra Edizioni.

 

Ombra che guardi

ma ti celi alla vista

di occhi invidiosi, maligni, bugiardi,

poniamo caso che l’amore esista:

è forse troppo tardi?

 

E’ mai troppo tardi per l’amore? Mi piace che il poeta si interroghi su questo aspetto. La retorica ci imporrebbe di dire che ‘non è mai troppo tardi per amare’ ma io, come il poeta, qualche domanda me la farei perchè a volte, proprio l’amore, come un’ombra, ci passa accanto e ci sfugge.

E ancora…

 

La danza infinita

d’antichi tormenti

e nuovi momenti,

in punta di dita.

 

Dopotutto, non è forse un moto perpetuo fatto di momenti, la vita?! Qualcosa che ci passa tra le dita e dalle dita ci sfugge, come sfugge alla nostra comprensione.

Dei versi di Fabrizi, apprezzo particolarmente l’aspetto evolutivo e spirituale, certamente per mia predisposizione, ma anche per il modo semplice e incisivo che ha il poeta di esternarli; con naturalezza e senza troppe congetture:

 

Mi destai, uscii da quel mio sogno

serbando ancora un dubbio profondo.

 

In questi versi si percepisce quello smarrimento tipico di chi – dormendo – si abbandona ad altre vite e dimensioni, tornando poi frastornato in questa realtà densa e pesante che chiamiamo vita.

Loris ama definire l’insieme delle sue poesie “il grande campo”; ed è questo pensiero che offre il titolo dell’ antologia.
La sua produzione poetica è per lo più in rima, con metro vincolato, probabilmente perché il suo gusto poetico nasce dallo studio delle opere di letteratura medievale.
I temi sono liberi e fanno riferimento alla sua vita, nel momento in cui sono state scritte e la disomogeneità di stile e codice ne è il segnale evidente.
Con questi versi ha registrato i suoi stati d’animo; dalla nascita di sua figlia, alla malattia e alla morte di suo padre, nonché ai drammi e alle riflessioni collettive che hanno scosso il Paese.
Piccoli istanti mentali e spirituali che rischiano di sparire nella complessità e nella durezza della vita – afferma Loris –
questo sono per me le poesie: piccoli fiori in un grande campo.

E proprio come faremmo con i fiori più belli, facciamo con le poesie di Loris; non le sciupiamo, non le strappiamo alla propria natura ma ci lasciamo inebriare ed ispirare per interrogarci continuamente sul senso della vita, sulla nostra evoluzione e sull’amore: energia primordiale che tutto muove e nulla ferma.

Mi complimento con l’autore per la profondità e l’onesta del lavoro fatto su se stesso e poi raccolto nei versi. Con la casa editrice Tempra Edizioni per la selezione meticolosa di opere ed autori e con l’ufficio stampa per la formativa esperienza lavorativa che stiamo condividendo attraverso l’amore per i libri e la lettura.

 

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