Fuori per sempre – Doris Femminis

Uno scorcio di vita sulla realtà degli ospedali psichiatrici, un portone che si spalanca sulle più intime inquietudine dell’animo femminile: quanto mi ha entusiasmata questa cavalcata psichiatrica!

Giulia è una ragazza dalle radici semplici, cresciuta in una famiglia umile e dai sani principi; quei principi che, a volte, ti fanno sentire in colpa se osi pretendere di più dalla vita.

Annalisa – Lilì – è un mistero da risolvere e riconoscere per Giulia, il sistema che le ruota intorno, invece, sembra avere le idee chiare su tutto… è quasi sempre così per chi non si ritrova, in prima persona, ad affrontare certi drammi!

Giulia è smarrita come puoi esserlo a vent’anni se ti spaventa troppo il futuro.
La tentazione è sparire nella foresta, insieme alla sorella Annalisa, o seguire l’amica Alex, artista della fuga.
Serve linfa vitale straripante per uscire dal gorgo in cui è caduta e starne fuori per sempre.

Un tentato suicidio è solo il tappo che scoperchia un vaso di Pandora dalle incontenibili verità e Giulia sarà costretta a viverle quelle verità per starne, una volta e per tutte, fuori per sempre.

Un abuso, mille abusi. Giulia protegge se stessa rifugiandosi in Lilì e proprio da lei partirà per ritornare a se stessa.

Un litigio risveglia pensieri insopportabili e Giulia salta in macchina, guida giù per la valle, ingoia pastiglie.
Si sveglia all’ospedale psichiatrico, e diventa una furia: vuole uscire subito, tenta in tutti i modi di fuggire, rifiuta le cure e i camici bianchi.
La dottoressa Sortelli ci mette tanto a conquistare la sua fiducia.
La spinge a raccontare la storia della sorella Annalisa, che per Giulia è un macigno da superare.
Una volta aperto il cuore, tutto si capovolge: da prigione, l’ospedale diventa una culla, e Giulia non vorrebbe più rinunciare alla sua tiepida protezione.
Non si sente pronta ad affrontare la propria fragilità, e il rischio della vita vera.
Nel pieno di questa resistenza, irrompe in reparto Alex Sanders, tutta fuoco e tempeste.
Porta il fascino della fuga irresponsabile, e Giulia non resiste.

A fare da cornice (e si sa quanto siano importanti le cornici per un quadro) alla vicenda di Giulia, ci sono i componenti della sua famiglia, Esteban – l’amico di sempre – la famiglia di lui – che ama in maniera disinteressata – un ospedale psichiatrico con tutti i suoi personaggi chiave e la vera chiave: se stessa.

Trascinante, inquietante, a tratti incredibile per la profondità delle tematiche che in maniera spudorata e vera vengono affrontate; un romanzo che scava nelle viscere della psicologia e dell’inconscio. Non si riesce mai a fare a meno di identificarsi con tutti i personaggi.

No, #fuoripersempre non è solo un romanzo, è uno strumento di auto analisi e tutti dovrebbero leggerlo, soprattutto le donne come Giulia, come me e tante altre che, partendo dal gradino più basso, hanno tentato, tentano e tenteranno sempre la scalata verso i propri sogni.

Doris Femminis  è nata nel 1972 tra le montagne della Svizzera italiana.
Da piccola ha conosciuto una civiltà contadina che ormai si è estinta, e ha sognato di fare la capraia come sua nonna.
Studia per diventare infermiera, e con il primo stipendio si compra un agnello.
Per otto anni, con un amico, tiene un gregge di cinquanta capre, continuando a fare l’infermiera all’ospedale psichiatrico di Mendrisio.
Rinuncia alle capre per trasferirsi a Ginevra, dove prosegue gli studi e scopre un mondo: l’amore, il femminismo, la psichiatria più avanzata. Lavora con gli adolescenti e diventa mamma.
Da piccola, maestri e professori la esortavano a scrivere, e questa parte di lei riemerge a Ginevra, con la maternità.
Con un lavoro da infermiera a domicilio e due figli, il tempo diventa sempre più prezioso, e quello da dedicare alla scrittura va protetto.
Il primo romanzo lo ha scritto di notte: Chiara cantante e altre capraie (Pentagora 2016).
Da qualche anno Doris ha scelto di abitare, con la famiglia, su un altipiano magico, dove si può vivere con meno, lavorare part time e scrivere di più.
Fuori per sempre è stato scritto lì, in riva al lago ghiacciato dove si svolge anche una parte del romanzo e, vi assicuro, che sul quel lago ghiacciato vi ci accompagna per mano!

Spesso la vita di una donna, come quella di Giulia, è compromessa di un primo impercettibile (ma solo per il resto del mondo) abuso, e quella donna si porterà addosso, per sempre, quella lesione. Ma non è tutto qui, il rapporto madre – figlia è trattato con una crudeltà e sincerità che risulta inevitabile non analizzare le dinamiche della propria vita.

Senso di colpa, frustrazione, sogni, amore, sesso, pillole e camere d’isolamento s’intrecciano; creano un mondo – ahimè vero – di cui spesso ignoriamo l’esistenza. Giulia, in principio odierà l’oppressione dell’ospedale, poi, proprio in quell’ospedale si sentirà al sicuro e quando le toccherà lasciarlo, per tornare dalla famiglia e a quella che, credeva, essere la sua vita vera, comprende che una vita vera, forse, non ce l’ha mai avuta.

Entusiasta di aver letto questo romanzo; formativo, introspettivo, sincero e crudele. Crudele come lo sono tutte le cose vere, come, troppo spesso, è la vita e come lo sono le persone che più ci amano, ma, più di tutto, COME LO SIAMO NOI CON NOI STESSI.

#fuoripersempre ti stordisce come il fumo e l’alcool stordiscono Giulia, con la differenza che invece di creare dipendenza crea indipendenza, libertà e consapevolezza.

 

 

 

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