Cibodipendenti. La bulimia vissuta e sconfitta – Catherine Hervais

Le emozioni parlano un linguaggio universale, ed è questo il motivo per cui, anche solo leggere di certi argomenti, ci aiuta ad esserne consapevoli.

Due aspetti in particolare mi hanno colpita di questa lettura: la disgregazione dal nucleo famigliare ed il fatto che: usando le parole dell’autrice:

spesso sono intimamente convinte che la vita non abbia senso e attribuiscono la causa del loro disagio alla bulimia. In realtà è proprio il contrario: è il loro disagio ad essere causa della bulimia.

La bulimia viene illustrata come il sintomo di un malessere profondo, una mancanza di amore verso se stesse che crea un vuoto, un buco nero che l’individuo tenta di riempire e colmare col cibo. Forse, il primo passo da compiere – ed è ciò che il libro ti guida a fare – è capire ‘quando’ si apre questa voragine spalancando le porte sul proprio inferno emotivo.

Il famoso down emotivo…

Compreso quello – cosa non facile – può tornare utile riempire quel vuoto con qualcosa che dia amore all’individuo. L’ autrice illustra il suo metodo basato sulla terapia di gruppo e leggere le storia di tutte le donne che hanno affrontato questo demone, un pò ci porta in quella terapia.

Il legame delle done con le emozioni e col cibo è da sempre imprescindibile ma non è sempre questione di volontà perché i disturbi alimentari, come afferma la Hervais: hanno come obiettivo quello di soddisfare l’inconscio, e sono legati ad un problema di identità e comunicazione con se stesse.

 

…la bulimia è l’unica loro parte viva che si esprime,  oserei addirittura dire che è la parte migliore, dal momento che permette loro di sopravvivere.

Leggere il libro ed interrogarsi sui propri mostri interiori è inevitabile, corpo e parola sono un tutt’uno e questo spiega il perchè, ad ammalarsi, siano prima i nostri rapporti e stati emotivi e poi il corpo.

Un libro che tutte le donne dovrebbero leggere, e non perchè io mi occupi di letteratura ed evoluzione al femminile, non solo almeno, ma perchè sono certa che ogni donna, nel proprio intimo, viva un conflitto col cibo.

Spesso il cibo è vissuto dalle donne – in percentuale minore dagli uomini – come calmante per placare un’angoscia; bellissima questa frase:

“lei è fatta così perché vive solo con una parte di sé , non con tutta se stessa”.

Ed è forse questo il punto cruciale che inchioda noi donne a quel genere di problemi; non riconoscerci ed accettarci completamente.

C’è un aspetto fondamentale del libro che trovo rivoluzionario ed è il mettere in secondo piano il dimagrimento a favore di un’attenta analisi di sé, perchè solo a seguito della comprensione delle cause arcaiche del problema si potrà regolare il proprio rapporto col cibo… noi donne però, ossessionate come siamo dalla bilancia, facciamo sempre l’opposto. Ci imponiamo rigidi schemi e finiamo col divenire personalità dipendenti.Non ci diamo il permesso di vivere liberamente.

Leggendo il libro ho subito uno shock nello scoprire che la bellissima Marylin fosse bulimica; possibile che una donna di tale fama e spessore soffrisse di un disturbo del genere?

Ebbene si, emozioni, cibo e dipendenze non risparmiano nessuno… e così anche per le bellissime Liz Taylor e Jane Fonda; incredibile ma vero! Donne perfette dalla vita apparentemente perfetta.

Questa corsa verso la perfezione – scrive l’autrice – è tipica dei bulimici e mostra ciò di cui sono capaci pur di costruirsi un personaggio che sia il più seducente possibile.

Molti sono gli approcci a questo infido disagio, dalla terapia cognitivo – comportamentale all’ipnosi, dal complesso di Edipo alle nuove terapie, tutto può offrire un valido aiuto: soprattutto questo libro che, in silenzio dell’anima e pace della mente, riesce ad arrivare a quelle zone dell’inconscio con cui non riusciamo a comunicare nonostante il suo continuo lanciarci segnali.

Siamo donne e, come tali, viviamo di complicazioni che fanno parte del nostro essere, della nostra fisicità e del nostro stato emotivo; impossibile non doversi trovare un giorno, faccia a faccia, con chi NON SIAMO.

Allora, arriviamo alla domanda cruciale: perché ogni donna dovrebbe leggere questo libro?

Perchè i disturbi alimentari sono subdoli e spesso non ne abbiamo la consapevolezza, è come se convivessimo con un virus che sembra non dar mai troppo disturbo ma si ciba della nostra interiorità privandoci di essere noi stesse. Io l’ho trovato illuminante, mi sono interrogata su aspetti che mai avrei creduto di poter carpire di me e sono giunta anche a conclusioni dolorose: la crescita lo è sempre ma noi donne siamo addestrate a questo!

Rincuora poter guardare a disagi quali anoressia e bulimia come disturbi non del comportamento alimentare ma come il sintomo di coloro che non sono in contatto con le proprie radici.

Quanto è lungo il cammino dentro di noi, quanto è in salita per le donne, quanto è perverso il meccanismo che regola il nostro inconscio… verrebbe da pensarlo, lo ammetto! Ma le cose si possono semplificare, sicuramente leggendo questo libro e spostando il riflettore della conoscenza sulle zone buie del nostro animo e valutando, successivamente, il percorso da intraprendere per vivere finalmente in armonia con le creature meravigliose che siamo destinate a divenire.

A tutte le donne che combattono, a coloro che si ossessionano e non trovano via d’uscita, a quelle che stanno per mollare e quelle che si rialzano sempre più deboli e ferite io consiglio questo libro, con l’ augurio di riuscire a porsi le domande giuste; perchè è quando cominciamo ad interrogarci sinceramente che le risposte giuste arrivano.

SE NE VIENE FUORI!

E’ l’ultimo capitolo del libro, quello che io ho vissuto e definito come l’inizio del viaggio più coraggioso che una donna possa intraprendere.

A tutte voi, a tutte noi: buon viaggio, meritiamo di essere felici!

Ringrazio l’autrice Catherine Hervais che di sé dice:

sono una psicoterapeuta e la bulimia la conosco fin troppo bene. Ne ho sofferto per quindici anni, l’ho vissuta fino alla nausea, e non solo in senso figurato. Ho visto una marea di medici, nutrizionisti, psichiatri, senza mai osare rivelare che vivevo per mangiare, mangiavo per vomitare, e vomitavo per tornare a mangiare. All’epoca identificavo la bulimia come il problema principale, mentre dalla più tenera età avevo guardato il mondo con occhi spaventati, sentendomi una marziana».

Oggi la Hervais ci spiega che il problema risale alla primissima infanzia, quando si dovrebbe esplorare la relazione con l’altro e per qualche ragione qualcuno non ci riesce, avendone avuto, invece, paura. La bulimia-anoressia è vista qui non come un disturbo del comportamento alimentare, bensì come il sintomo di coloro che non sono in contatto con le loro radici; come la tossicomania, l’alcolismo e tutte le patologie legate all’azione, è un tentativo di gestire le proprie paure: ha un potere tranquillizzante… ed è utile per bloccare l’accesso alle proprie emozioni fintanto che l’espressione emotiva resta ingestibile.

«Ma l’inconscio è atemporale, ed è pieno di risorse: in un contesto nuovo, con nuove situazioni, a qualunque età una persona può intraprendere il percorso di maturazione psichica che non è potuto avvenire all’inizio della vita», e la Hervais conduce i cibodipendenti a sperimentare un contatto completo, senza bisogno di materializzarlo attraverso il tatto, passando dalla comunicazione verbale e non.

«Perché sono stata una “tossica” del cibo, una cibodipendente, ho voluto capire. E alla fine ho capito. Meglio, ne sono uscita».

Ulteriormente ringrazio la Amrita Edizioni che ama definirsi “un editore olistico”, perché offre ai suoi lettori opere che tengono conto di ogni dimensione dell’uomo.
Ha in catalogo opere che riguardano l’ala mistica, spesso “scomoda”, della maggior parte delle tradizioni spirituali del pianeta, con una particolare propensione per i mistici del nostro tempo.
Altrettanta attenzione è dedicata alla qualità della vita fisica: dai libri di bioarchitettura e Feng-shui alla medicina complementare e a quei rami della psicologia che, come la psicologia transpersonale, tengono conto anche della dimensione spirituale.
Una collana in crescita esplora le interazioni fra ciò che hanno scoperto i mistici e ciò che la scienza va rapidamente convalidando delle loro scoperte, nonché le ricadute pratiche di tutto questo per la nostra società nel campo sociale, economico e politico.
Non vengono dimenticate neanche le altre specie che popolano il pianeta: esistono diversi libri sugli animali, e persino libri dedicati ai deva, ovvero alle forze invisibili che informano il mondo naturale e che le tradizioni hanno chiamato con nomi diversi: deva, angeli, elfi…

a voi, buona lettura.

 

 

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