Chiara Giannini e gli effetti collaterali del SalTo2019

Ne ho parlato a denti stretti e scritto a mano dura; non mi piace la censura, non mi piace che si tappino bocche, che si spezzino le punte alle matite o che si rompano le penne tra le mani di chi – come tutti – ha il diritto di scrivere esternando il proprio pensiero, la propria ideologia ed il proprio orientamento.

Chiara Giannini – giornalista, scrittrice e reporter di guerra – ieri era a Londra per la presentazione del suo libro ‘Io Sono Matteo Salvini’ (edito da Altaforte Edizioni)  presso la London Metropolitan University, peccato che, a due ore dall’evento, la manager dell’università abbia deciso di annullare l’evento affermando che la presentazione avrebbe danneggiato  la reputazione della London Metropolitan University.

La giornalista ha denunciato l’accaduto con un video su Facebook:

“Grazie alle censure del salone del libro di Torino neanche alla London Metropolitan University potrò presentare il mio libro-intervista al ministro dell’Interno”, denuncia l’autrice Chiara Giannini in un video pubblicato sulla propria pagina Facebook. “La sala era prenotata ma la manager dell’Università, che fino a due ore fa era d’accordo per farci presentare il libro, ha detto che ‘andrà a danneggiare la reputazione della London Metropolitan University”.

Quanto accaduto al Salone del libro mi fa salire davvero il cortisone alle stelle, è non è una questione politica – non per me almeno e non adesso – è una questione di giustizia, di lealtà, di libertà e democrazia. Per quale motivo possono essere presenti case editrici che  – spudoratamente – pubblicano testi di un orientamento politico (che poi son la stragrande maggioranza) e non può esserci la presenza di una casa editrice che pubblica contenuti differenti?

Io parlo da cittadina, da lettrice e da donna; il giornalismo non c’entra, non stavolta, anche se vorrei che tutti i giornali ne parlassero.

Mi spiegate perché scrittori e scrittrici da quattro soldi che pubblicano romanzetti erotici squallidi e privi di cultura possono presentare i propri libri, presenziare al salone del libro ed una giornalista, scrittrice, reporter e bella pena debba essere INQUISITA in questo modo?

Non ho nulla contro i romanzi erotici, sia chiaro, li adoro; quelli di spessore, quei classici senza tempo e non quelle trovate editoriali e pubblicitarie che le case editrici ci propongono pur di vendere milioni di copie al solo scopo di guadagnare e senza minimamente curarsi del messaggio – ammesso che ci sia – completamente privo di cultura.

Chiara Giannini ha intervistato Matteo Salvini, per me avrebbe potuto intervistare chiunque, non avrei trovato comunque giusto questo accanimento e questa guerra all’ideologia.

Con la mente torno al 2001, al mega articolo della mia amata Oriana, quell’articolane che ruppe dieci lunghi anni di silenzio ed in cui la giornalista e scrittrice con rabbia ed orgoglio denunciava quanto stava accadendo nel mondo, in Europa ed in America partendo dall’attentato alle torri gemelle. Vado al punto, dall’articolo ne è nato un libro, un Signor libro che ha fatto discutere non poco le cicale intellettuali di tutta Italia e non solo…

quando il libro fu tradotto in francese – oh Oriana mia – la stampa lo definì abominevole, detestabile e abietto ma, anche in quel caso, la Fallaci non si fece toccare, non si fece scalfire, non fece crollare i suoi ideali. Le chiesero se fosse arrabbiata con la stampa francese, anche in merito alla questione salone internazionale del libro – anno 2000 – in cui, come riporta la stessa Fallaci nel suo la rabbia e l’orgoglio, l’Italia partecipava come ospite d’onore e subì – senza che polizia e Ministro della Cultura muovesse un dito – aggressioni con sconci insulti nei confronti dei rappresentanti del Governo italiano.

Con questo cosa vi voglio dire?!

Che l’inquisizione non è mai finita, che le donne avranno anche lasciato la scopa di saggine a favore della penna o qualsiasi altro strumento di lavoro ed evoluzione di massa, ma la persecuzione non è finita, e non ha a che fare solo con le donne, ha a che fare con le menti scomode, le ideologie che vanno ad intaccare quel buonismo in cui la stragrande maggioranza della gente si sente al sicuro ed in quella terribile zona di politically correct. E badate bene che l’opposto del politically correct non è il politicamente scorretto, non sempre almeno, in certi casi è l’onestà che – inevitabilmente – va a braccetto con la verità.

La verità fa paura, la verità ci mette in condizioni di prendere posizione scomode e la maggior parte della gente adora viaggiare in prima classe, comoda e fresca; purtroppo per loro, certi argomenti, sono caldi, scottano, fanno ribollire il sangue nelle vene…

ed è quello che ho provato quando ho appreso quello che stava accadendo a Londra a Chiara Giannini: mi è ribollito il sangue nelle vene! Una professionista che – post intervento chirurgico causa cancro – si sposta per lavoro per presentare il proprio libro, all’estero, non merita di essere INQUISITA – CENSURATA – GHETTIZZATA – in questo modo.

Io sto con Chiara Giannini, io sto con tutte le donne che lanciano un messaggio di verità e libertà, sto con le giornaliste oneste e non con le pennivendole, sto con le scrittrici serie e non con le autrici di romanzetti da quattro soldi per casalinghe disperate, sto con le reporter che vivono l’altrui vita immergendosi in tutti i problemi del caso, sto con la libertà, con la libertà di stampa e con l’editoria seria (che oggi è veramente cosa rara), sto con gli ideali che fanno di uomo un UOMO e di una donna una DONNA, sto con me e le mie idee che spesso e volentieri cambiano e che non si schierano a favore degli uomini, dei politici, dei partiti, delle case editrici o delle testate giornalistiche ma restano fedeli sempre e solo agli ideali di libertà e giustizia e questi due valori a Chiara Giannini sono stati negati!

Mai più così!

 

 

 

 

 

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